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L'ordine delle precedenze: guida per gli uffici del cerimoniale

In vent'anni al fianco degli uffici del cerimoniale abbiamo visto tornare sempre le stesse domande. Qui trovi le risposte, senza che tu debba installare niente: sono le regole del mestiere, non le funzioni di un software.

Che cos’è l’ordine delle precedenze

L’ordine delle precedenze è la graduatoria che stabilisce la posizione protocollare delle cariche pubbliche in una cerimonia. Decide chi siede dove, chi presiede, chi parla per primo e in che sequenza si svolgono gli interventi.

Non è una questione di cortesia: è il modo in cui un’istituzione riconosce pubblicamente il ruolo di chi partecipa. È anche il motivo per cui un posto sbagliato diventa il giorno dopo il problema di qualcun altro.

Qual è la norma di riferimento in Italia

Il testo di riferimento è il D.P.C.M. 14 aprile 2006, “Disposizioni generali in materia di cerimoniale e di precedenza tra le cariche pubbliche”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 174 del 28 luglio 2006 e modificato dal D.P.C.M. 16 aprile 2008 (G.U. n. 107 dell'8 maggio 2008). Del 2008 esiste anche un testo coordinato che tiene insieme i due.

Negli uffici lo si chiama comunemente decreto Sgrelli, dal nome del capo del Dipartimento del cerimoniale di Stato dell’epoca.

Oltre alle precedenze, il decreto disciplina lo svolgimento delle cerimonie nazionali e territoriali, gli onori alle autorità civili e l’uso delle bandiere.

Il decreto distingue due ambiti:

  • Ambito nazionale: le cariche dal Presidente della Repubblica fino ai generali di brigata
  • Ambito territoriale: le cariche dai presidenti di giunta regionale fino ai colonnelli

Molte cariche non compaiono nel decreto, o compaiono solo in parte. Gli organi accademici di un ateneo, per esempio, non sono disciplinati: ogni università segue il proprio regolamento o una prassi consolidata. Lo stesso vale per le cariche locali di un comune e per gli organi di enti e ordini professionali.

Come si dispone la prima fila

Si parte sempre dal posto d’onore, il posto 1. Da lì la regola generale è che il posto più importante accanto a quello d’onore sia alla sua destra, intesa come destra di chi siede.

Con un numero dispari di posti:

  • il posto 1 sta al centro
  • il posto 2 alla sua destra
  • il posto 3 alla sua sinistra
  • e così alternando verso l’esterno

Con un numero pari di posti, o quando i posti hanno uguale importanza, non si crea un centro unico ma un doppio centro, una sorta di doppia presidenza: il posto 1 va al centro-destra e gli altri seguono alternando sinistra-destra.

La numerazione delle poltrone segue la stessa logica. Definito il posto A1, i posti dispari proseguono verso destra (A3, A5, A7) e i pari verso sinistra (A2, A4, A6), fila dopo fila.

Cosa succede quando due persone sono pari grado

È il caso che genera più incertezza, ed è anche quello dove serve una regola scritta prima della cerimonia, non decisa sul momento.

L’ordinamento procede per gradini: prima la categoria, poi la sottocategoria, poi la carica o l’incarico all’interno di quella. Per le personalità civili conta la carica istituzionale ricoperta; per quelle militari contano incarico, grado e anzianità di servizio.

Se dopo tutti questi criteri due persone risultano ancora pari, intervengono le regole di base: prima l’anzianità anagrafica, poi l’ordine alfabetico. Sono l’ultimo scalino, e servono proprio perché nessun posto resti indeciso.

Delegati, rappresentanti e accompagnatori

Tre situazioni diverse che si presentano a ogni cerimonia:

Il delegato o rappresentante. L’invitato non può partecipare e manda qualcun altro al suo posto. La regola è che il rappresentante occupi la posizione spettante alla carica del rappresentato, non alla propria: il posto appartiene alla carica, non alla persona.

L’accompagnatore. Arriva insieme all’invitato e va collocato accanto a lui, cosa che significa liberare un posto in una fila già composta senza scardinare tutto il resto.

Chi conferma all’ultimo momento. È la causa più frequente di riorganizzazione, e la più fastidiosa: la platea era pronta la sera prima, e la mattina va rifatta.

Le domande che ci fanno più spesso

Se cerchi risposte più operative, la pagina delle domande frequenti raccoglie i casi concreti: come si gestisce la lista degli inviti, quanto si personalizzano i modelli, come si stampano cartellini e rubriche per le hostess.

Sul funzionamento dei protocolli e sulle regole di ordinamento c’è una pagina dedicata ai protocolli, mentre la composizione della sala è spiegata nella pagina sulla platea.

I casi previsti dal decreto, già configurati

Tutto quello che il D.P.C.M. disciplina, CerimoniereWeb lo applica senza che tu debba impostare niente. I due protocolli ufficiali arrivano nel programma già costruiti sul testo vigente:

  • l’ambito nazionale, con le cariche dal Presidente della Repubblica ai generali di brigata
  • l’ambito territoriale, con le cariche dai presidenti di giunta regionale ai colonnelli

Dentro ciascuno sono già previsti i meccanismi che il decreto stabilisce: l’ordinamento per categoria e sottocategoria, la posizione delle cariche civili secondo l’incarico istituzionale, quella delle cariche militari secondo incarico, grado e anzianità di servizio, e i criteri di parità che intervengono quando due persone risultano allo stesso livello.

Quando la norma viene aggiornata, come è successo nel 2008, ad aggiornarsi sono i protocolli forniti: chi usa il programma non deve rimettere mano alle proprie configurazioni.

Restano fuori solo le cariche che il decreto non nomina, e non per un limite del software: sono i casi che la norma lascia all’autonomia di chi organizza. Gli organi accademici di un ateneo, le cariche locali di un comune, gli organi di enti e ordini professionali si definiscono in un protocollo personalizzato, con le stesse regole di ordinamento di quelli ufficiali.

Se questo lavoro lo fai a mano

Le regole qui sopra si applicano bene su una prima fila. Su una platea di trecento posti, con quaranta cariche diverse e tre conferme arrivate nella notte, la stessa applicazione a mano diventa un lavoro lungo e facile da sbagliare.

È il punto in cui è nato CerimoniereWeb: il protocollo si configura una volta, e da lì la disposizione si calcola da sola. Se poi ti serve spostare qualcuno, lo sposti.

Queste regole, applicate da sole

Tutto quello che hai letto qui CerimoniereWeb lo applica in automatico, sulla pianta della tua sala. Ti facciamo vedere come, su un esempio vicino al tuo caso.

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